United we stand for better beer and better wages

A chi non piace una buona birra?

Una delle mie preferite è quella prodotta dal birrificio scozzese Brewdog, dove è nata la famosa Punk IPA, che potreste aver bevuto in qualche pub, o perfino trovato al supermercato, nelle inconfondibili lattine azzurre da 500ml su cui è stampato il motto: United we stand for better beer. Fiercely defiant and independent.

Un motto che fin dalla nascita del birrificio ha significato anche una, almeno sbandierata, attenzione particolare alle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti – ormai migliaia, compresi quelli che lavorano nelle birrerie che da qualche anno hanno aperto in tutta la Gran Bretagna, e oltre.

Ma la verità è che non esistono capitalisti buoni: esiste solo il marketing. Ma ogni buona campagna di marketing finisce dove iniziano i profitti.

Ecco allora che, casualmente proprio mentre corrono voci di una possibile quotazione in Borsa, all’inizio dell’anno l’azienda ha annunciato che, per ridurre i costi, uscirà dal programma Living Wage, in base al quale fin dal 2014 aveva pagato ai propri dipendenti un salario superiore al minimo legale e legato al costo reale della vita, calcolato e aggiornato da un ente indipendente. I nuovi assunti saranno pagati invece al minimo legale: per ogni ora di lavoro circa 2 sterline – 3 a Londra – in meno.

La notizia ha avuto un’ampia eco in Gran Bretagna, dove ha suscitato reazioni sdegnate. Io l’ho appresa, non senza grande rammarico, leggendo il primo numero di The Communist, il nuovo giornale dei miei compagni britannici.

Tra le iniziative di protesta che sono state lanciate, oltre alla lettera aperta pubblicata dall’associazione degli ex dipendenti Brewdog Punks with Purpose, c’è anche una petizione promossa dal sindacato Unite the Union per chiedere la revoca della decisione.

Ovviamente un sindacato non dovrebbe limitarsi a promuovere petizioni on line – e spero bene che Unite organizzerà una mobilitazione efficace coinvolgendo direttamente i lavoratori di Brewdog. Ma intanto una firma in più male non fa, anche per sensibilizzare i consumatori: io l’ho fatto ieri, voi fatemi un regalo di compleanno e firmate oggi la petizione, a questo link.

Nel frattempo, se cercate una birra davvero rivoluzionaria, vi consiglio di provare la Working Class IPA: ottima per la sete, e soprattutto nemica della sete di profitto.

Condividete se vi piace!

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