L’ascesa di Babbo Natale

E con questo sono dieci anni di raccontini su Carmilla! Chi l’avrebbe detto che mi avrebbero sopportato per tanto tempo?

Buon Natale a tutti!

L’ascesa di Babbo Natale

«Me lo ricordo come fosse ieri. Ero da due mesi nella miniera-penitenziario di Las Vegas, mi avevano preso perché avevo lasciato scadere delle bollette: erano tempi duri, voi non potete nemmeno immaginarlo. Insomma, un giorno dopo il turno, mentre stavo per addormentarmi in cella, portarono dentro uno nuovo: era un vecchio, ma in forma, almeno per come si poteva essere in forma a quell’età e a quell’epoca. Aveva l’aria di uno che ne aveva passate di tutti i colori: alto, asciutto, un fascio di muscoli induriti dal tempo; i capelli, bianchissimi, glieli avevano tagliati cortissimi col rasoio elettrico, come si fa in prigione; sulla mascella quadrata aveva la barba di una settimana, i peli parevano tante punte di spillo. Le braccia, scoperte sotto la canotta lurida, erano tutte tatuate: sul destro tribali e scritte illeggibili, sul sinistro il disegno straordinariamente dettagliato del muso di una renna, con le corna che partivano dall’avambraccio e risalivano su fino alla spalla. Sapevo di una sola persona con un tatuaggio come quello, e quella persona era…»

Potete scoprirlo qui

Condividete se vi piace!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.