How to blow a vuvuzela

Sudafrica 2010 verrà ricordato, oltre che per il suo vincitore, come il Mondiale delle vuvuzela. Tutti sanno ormai di che si tratta: sono le “trombette” che i tifosi sugli spalti di tutti gli stadi sudafricani suonano incessantemente dall’inizio alla fine di ogni partita, producendo un ronzio di sottofondo come se uno sciame di vespe fosse imprigionato all’interno della televisione (grazie all’introduzione dei televisori ultrapiatti, sappiamo con certezza, perlomeno, che le vespe non sono in casa nostra).

Come era assolutamente prevedibile, anche quest’ultima moda cazzara sta prendendo piede a velocità incredibile in Italia, rendendo di partita in partita più marginale la fazione di quanti vorrebbero vietarle – o spaccarle in testa a chi le suona. Come noto, del resto, la velocità di propagazione delle cazzate cresce in proporzione al quadrato della loro molestia.

È così che davanti alla South Africa House aperta in viale Montenero a Milano, ieri all’una e mezzo del pomeriggio c’era una coda di una quarantina di persone che sotto il sole cocente attendevano che due ore dopo venissero distribuite gratuitamente le ambite vuvuzela.

Io, saggiamente, me n’ero procurata una già lunedì, prima che la moda impazzasse e la gente impazzisse, e quindi senza neppure un minuto di attesa. Suonare la vuvuzela si è rivelato del resto impresa meno scontata del previsto. Perciò, per la felicità di tutti coloro che domani vorranno portare un po’ di Sudafrica in casa e nelle piazze per la partita dell’Italia, pubblico questo video che illustra il corretto utilizzo dello strumento:

Buon divertimento!

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