PIDDÌ? NO GRAZIE

albergatiQuando critichiamo il Partito Democratico dicendo che non è una vera alternativa alla destra, molti pensano che sia un’esagerazione, e qualcuno ci accusa di non aver neppure letto il loro programma.

Bene, oggi ho dedicato parte della mia pausa pranzo al programma del candidato sindaco Albergati per Pavia: in sintesi, i suoi pilastri sono esternalizzazione e privatizzazione dei servizi, apertura alle imprese e chiusura degli spazi di libera socialità. I giovani vanno seppelliti o allontanati. Ma ecco un commento punto per punto.

Uno / Pavia città della conoscenza e delle nuove tecnologie.

Obiettivo fondamentale è creare un sistema virtuoso che renda la nostra città attraente e conveniente per le aziende“. Come? Il Comune costruirà insieme all’Università un “grande Parco Scientifico”, destinandovi un’area attualmente dismessa, che avrà il suo punto focale in un Centro per l’Innovazione e conterrà in particolare un “Incubatore d’impresa dedicato alle start-up universitarie che per i primi tre anni godranno delle facilitazioni burocratiche e tributarie di competenza dell’amministrazione comunale“. Il tutto, in “grande sinergia con l’Università e gli IRCSS che già attualmente sono in grado di attrarre aziende, che si insediano a Pavia proprio per collaborare strettamente con i ricercatori e con gli studenti del nostro Ateneo“. Lo chiamano, non a caso, “marketing territoriale“.

Ottimo. Non bastano le leggi nazionali a garantire ai privati libero accesso alle risorse pubbliche per l’istruzione e la ricerca: anche il Comune dovrà partecipare alla grande banchetto. A venire consumati, ça va sans dire, saranno studenti e ricercatori usati come manodopera a bassocosto, intrappolati in programmi di corso e di ricerca piegati alle esigenze delle imprese, etc..

Due / Pavia città di acqua e di parchi.

Sui parchi, niente da dire. Sull’acqua, tante belle parole. Peccato che l’ASM, azienda sì a controllo pubblico, ma con partecipazione e modalità di gestione private, l’abbia creata Albergati tre giri fa.

Tre / Pavia città senza periferie.

Naturalmente sono molto d’accordo con l’idea di rendere anche le periferie posti vivibili in cui vi siano attività sociali e occasioni di svago. Ma non se questo piano è funzionale a quello di…

Quattro / Pavia città del centro storico che si rinnova…

Come si rinnova? Così: “In primo luogo la creazione di un vero distretto del commercio urbano“. E i giovani? Sottoterra. No, davvero: “una vera e propria piazza ipogea, complementare alle attività di superficie, nella quale insieme al commercio, che deve essere mantenuto e valorizzato, convivranno locali pubblici, servizi, occasioni di aggregazione giovanile“.

Su questo si tornerà.

Cinque / … e attrae nuovi turisti.

Pavia ha senza dubbio un patrimonio artistico da valorizzare, e merita sicuramente di essere meta di turismo: è o non è uno dei posti più belli d’Italia? Certo per aprire la città ai turisti c’è modo e modo. Quello che non mi piace è appaltare i servizi ai privati e investire il grosso delle risorse su eventi faraonici e insulsi come il Festival dei Saperi (pure appaltati ai privati).

Il principale punto di accoglienza turistica viene individuato nell’edificio degli ex-bagni pubblici (un edificio in stato di completo abbandono proprio di fronte al Castello). Da tempo il circolo ARCI Radio Aut, forte di parecchie centinaia di soci, ha chiesto di poter utilizzare quell’edificio per un progetto articolato e ben definito, che comprenderebbe tra l’altro anche il famigerato servizio di accoglienza turistica: ma Albergati a ogni domanda diretta ha sempre risposto che edificio e servizio verranno affidati a imprese private, tali da assicurare un maggiore ritorno economico (a loro stesse, immagino, non certo al Comune). Ecco perché non mi piace questo modo di attrarre turisti.

Sei / Pavia città d’arte e di cultura.

Beh, mica su tutto si può avere da ridire.

Sette / Pavia città del benessere e della qualità ambientale.

Vale lo stesso discorso che per l’acqua: si può scrivere ciò che si vuole sulla necessità di intraprendere la strada della sostenibilità, etc., ma scrivere che “fondamentale è il ruolo svolto dalle scelte di ASM nel suo piano industriale di sviluppo riguardo a aria, acqua, mobilità, energia rinnovabile” equivale ad ammettere che la futura Giunta non avrà grossa voce in capitolo, in futuro.

Otto / Pavia città dei servizi.

Pari opportunità, occupazione femminile, rete di trasporti notturni, sportello polifunzionale per i pendolari, tanto per citare alcune delle parole in grassetto nel programma del PD: sono tutte questioni importanti, ma viene da chiedersi come mai in dieci anni di amministrazione non ci abbiano mai pensato prima…

Nove / Pavia città solidale e sicura.

Leggere che “Pavia deve confermarsi la città dell’accoglienza e della solidarietà” nel programma di un partito che si è reso responsabile dello sgombero brutale di un’intera comunità rom suona più che ironicamente, come una presa in giro. Evidentemente secondo il Partito Democratico (non solo a Pavia del resto) c’è una specie di trade-off tra solidarietà e sicurezza: hanno scelto la seconda senza curarsi della prima.

Naturalmente, poi, ogni forma di sostegno e ogni proposta di partecipazione non può che riguardare i “cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale”: per gli altri, molti dei quali sono irregolari soltanto per colpa delle leggi demenziali oltre che razziste sull’immigrazione, va tutto bene così.

Dieci / Pavia città di giovani e studenti.

Ed eccoci qui. Durante l’ultima amministrazione cittadina si è combattuta una battaglia spietata tra residenti (e speculatori immobiliari) da un lato, e giovani / studenti dall’altro. La giunta guidata dal Partito Democratico ne è stata un arbitro non proprio imparziale, emettendo tutta una serie di ordinanze restrittive prima nei confronti di singoli locali (Sottovento, Radio Aut) e poi, quasi un colpo di coda della balena morente, rivolte all’intera popolazione cittadina: le famigerate “ordinanze anti-bivacco”. Non solo, negli scorsi mesi è stato pubblicato il nuovo regolamento di polizia urbana che ha esteso indefinitamente quelle prescrizioni, aggiungendone di ulteriori.

La questione è stata costantemente presentata come una sorta di conflitto generazionale, in cui il Comune non poteva fare più di tanto per frenare le comprensibili rimostranze di una popolazione residente composta da “gente che si alza presto al mattino” contro le intemperanze dei giovani cazzeggiatori.

Non è mai passato per la testa di nessuno, pare, che il problema potesse essere invece la mancanza di spazi e servizi per la socialità, liberi e aperti, ma soprattutto realmente fruibili. Dunque nel centro storico. Ma ecco la duplice soluzione proposta dal candidato sindaco Albergati: “il recupero della piazza ipogea” e “l’allocazione in aree periferiche di strutture richreative a maggiore apertura notturna“. Quindi, o sottoterra, in un qualche non meglio precisato spazio all’interno del mercato coperto (ma avete presente il mercato coperto? se sì, provate a immaginare un concerto lì sotto), oppure fuori dai piedi. Lo scenario somiglia a quello della Macchina del Tempo di H.G Wells, con due popolazioni nemiche che si sfuggono a vicenda, una sopra e una sotto la superficie.

Undici / Pavia città della partecipazione e della trasparenza.

Trasparenza? E le magagne sul finanziamento del Festival dei Saperi, su cui ancora si dichiara di voler investire? E gli immobili comunali (come gli ex-bagni pubblici) regalati o pronti da impacchettare ai privati a scapito delle associazioni? E gli smagheggi tra i vari Enti a partecipazione pubblica (come l’ASM) sui beni primari? Ma mi faccia il piacere!

Dodici / Pavia città in rete e facile da usare.

Eh, magari. Ma non basterà certo questo per farmi resistere alla tentazione di andare al mare tra due domeniche, in caso di ballottaggio…

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3 Responses to PIDDÌ? NO GRAZIE

  1. ciao, avvocato laser (il nick è geniale). arrivato qui per caso, ma felice di aver letto. sottoscriverei largamente tutto – e mi viene facile: sono candidato con Ferloni, e i bilanci ASM sono un’inchiesta de Il Cantiere… – tranne forse il punto del parco scientifico, ma è perché non ho ancora capito Albergati cosa ci vorrebbe fare, e comunque se sa quello che dice. se dovessi aver letto anche il nostro programma, mi dici poi che ne pensi? solo curiosità. e per le Europee, invece, che hai deciso? ze

  2. Ciao Zesitian, grazie per l’apprezzamento (del nick e del post): spero tornerai a visitare il sito anche in futuro.

    Confesso di non aver letto il programma di Ferloni, se non in qualche volantino. Come ho scritto nel post pubblicato poco fa, ne condivido una gran parte. In astratto, sarei anche stato favorevole a una coalizione per le elezioni amministrative.
    Il principale ostacolo è (stato) l’atteggiamento ambiguo verso il Partito Democratico, che Giovannetti ancora recentemente ha dichiarato “bisogna spostare a sinistra”. Io non credo che questo sia possibile, e temo anzi sia molto rischioso. Ne riparleremo comunque in vista dell’eventuale ballottaggio.

    Anche per le Europee voterò con convinzione la lista comunista: i motivi li ribadisco nel post di oggi. In particolare, indicherò tra le preferenze quella per Antonello Mulas, operaio della FIAT di Mirafiori: mi sembra anche solo a livello simbolico un segnale molto importante che i lavoratori siano direttamente coinvolti anche nella rappresentanza istituzionale. Sulle altre due preferenze invece sono indeciso, sceglierò nel segreto dell’urna.

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