Ho parlato a John Simm (e lui mi ha risposto)

Chi è John Simm? – si chiederà la maggior parte dei lettori. John Simm è un attore inglese (relativamente) noto per aver interpretato il ruolo del protagonista nella serie TV Life on Mars, e il ruolo del cattivo Master in alcuni episodi di Doctor Who.

Questo weekend sono stato a Sheffield per vederlo recitare al Crucible Theatre in uno splendido Hamlet. Se avessi saputo che lo stesso finesettimana la FIOM avrebbe convocato la magnifica manifestazione di Roma avrei scelto un’altra data per il viaggio, ma una volta pagato biglietti, aereo e B&B era troppo tardi per rinunciare.

Sheffield, dunque. Non è una brutta città, ma ho come l’impressione che potrei non tornarci mai più e vivere bene ugualmente. La principale attrazione pubblicizzata dalla mini-guida del locale ufficio del turismo è… lo shopping! Qualche luogo suggestivo, a parte il bellissimo Crucible Theatre, comunque c’è: la Cattedrale, il Winter Garden con l’interessante Millennium Gallery, la ruota panoramica, soprattutto lo stadio dello Sheffield United, il più antico del mondo datato 1855.

Una menzione la merita Jim, un tassista-rapper completamente pazzo ma molto divertente: mi aveva detto che faceva il pirla perché di Sheffield non ricordassi soltanto il teatro ma anche lui – e così sia.

E infine Hamlet. Difficile paragonarlo con quello recitato da David Tennant e Patrick Stewart visto a Stratford due anni fa: è passato troppo tempo. Sono comunque molte le somiglianze, dall’estrema fedeltà alla lingua originale, alla scenografia minimale tutta in toni di grigio – in cui spicca il rosso sangue della “meta-scenografia” nella scena dei teatranti, ricorda un po’ il cappotto rosso della bimba ebrea in Schindler’s List – alla scelta dei costumi attualizzati.

La recitazione è di altissima qualità – per quanto il mio inglese mi consenta di apprezzare. John Simm è un gigante, ma altrettanto bravi sono John Nettles nel doppio ruolo di Claudio e del fantasma, Hugh Ross / Polonio e Barbara Flynn nella parte della Regina – per citare soltanto alcuni tra i personaggi principali.

Rispetto all’allestimento di Stratford – e a maggior ragione rispetto alla rivisitazione di Filippo Timi ammirata a Pavia la scorsa primavera – il tono è generalmente più dimesso, understated come suggerisce Tania. Per questo forse, alla fine, risulta meno emozionante e commovente. Rimane però la stessa impressione di aver assistito a uno spettacolo eccezionale.

Dove John Simm conquista punti rispetto a David Tennant, è nel dopo-spettacolo, all’uscita dalla stage door dove lo attende un piccolo manipolo di fan: mentre il Dottore se l’era filata da un’uscita laterale, il Master si concede alle fotografie e ai complimenti, firma decine di autografi e scambia qualche battuta con tutti: “Did you enjoy?” “I came all the way from Italy to see the play” “Really? Fantastic! Thank you!

Grazie a te, John, e complimenti!

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