Geohashing: quando lo sport è nerd

Che fate voi domani pomeriggio? Io vado a fare geohashing.

Il geohashing è una specie di sport che consiste nel visitare destinazioni scelte del tutto casualmente giorno per giorno in una zona vicina a quella in cui ci si trova. Nelle parole degli inventori, “A Spontaneous Adventure Generator“.

Nato da una vignetta del webcomic XKCD, nel giro di un paio d’anni il geohashing ha raggiunto una discreta popolarità (diciamo, qualche migliaio di pazzi in tutto il mondo). Più precisamente, funziona così: ogni giorno, a partire dal numero che indica l’apertura dell’indice Dow Jones di New York, attraverso un certo tipo di codificazione, vengono estratti due numeri distinti. Aggiungendoli al posto dei decimali nelle coordinate geografiche del posto in cui ci si trova  (uno alla longitudine e l’altro alla latitudine), si individua un punto preciso, ogni giorno diverso, nel proprio quadrante di un grado per lato. Si tratta, è evidente, di un vero e proprio sport per nerd.

Naturalmente tutti i vari passaggi dell’algoritmo vengono eseguiti da un programma, per cui è sufficiente inserire la data del giorno e le coordinate del proprio quadrante (per Pavia, ad esempio, 45,9) per ottenere la destinazione giornaliera.

Il divertente è che fino all’ultimo o quasi non si può conoscere la destinazione (nel caso del sabato, in Italia lo sapremo il venerdì pomeriggio per via del fuso orario e del fatto che la Borsa il sabato è chiusa) e potrebbe capitare davvero di tutto. Il quadrante in cui si trova Pavia ha come vertici, grossomodo, Voghera, Cremona, Darfo Boario e Lugano: dalle Prealpi all’Oltrepò passando per un pezzo di Pianura Padana, fiumi, laghi, montagne, vigneti, città e capannoni industriali. Stranamente, nessuno finora in questo quadrante ha dato notizia di aver raggiunto una destinazione: domani saremo i primi a piantare una bandierina! 🙂

Resta il quesito di fondo: perché farlo? Forse nella speranza di fare nuove casuali amicizie, con altri “avventurieri” lombardi? Anche, per quanto improbabile. No, è che fa ridere.

E infine, l’ultimo quesito, il più importante: ce la faremo? Lo saprete al più tardi domenica.

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