Triplice vuvuzela

Titoli di coda del mondiale sudafricano, commenti di un appassionato poco competente: il sottoscritto.

Con il goal di Iniesta a cinque minuti dalla fine dei tempi supplementari (unico precedente di finale vinta ai supplementari: Argentina 1978 – guarda caso la prende in quel posto, la palla, sempre l’Olanda) si conclude un torneo avvincente ma non bello. La Spagna merita la coppa, ma non si parli di spettacolo per una squadra che ha segnato più di un goal (due) soltanto a Cile e Honduras, perdendo contro la Svizzera, paradossalmente, la partita forse giocata meglio, e avanzando a suon di 1-0 nelle partite a eliminazione diretta. Non senza una buona dose di fortuna tra l’altro, come contro il Paraguay nei quarti di finale (rigore sbagliato da Cardozo sullo 0-0 a mezzora dalla fine), e tutto sommato anche contro l’Olanda in finale (rigore in movimento sbagliato da Robben, più o meno allo stesso tempo). In fondo, non tanto meglio della tanto vituperata Italia nel 2006.

La squadra più bella è senz’altro la Germania dei giovani e dei naturalizzati, con 8 goal in due partite segnati a Inghilterra e Argentina: se l’attacco preso in prestito dalla Polonia (Podolski, Klose, Trochowski) ne avesse tenuto qualcuno da parte per la semifinale, forse a quest’ora i tedeschi ci avrebbero raggiunto nell’albo d’oro. Menzione d’onore per l’Uruguay, che il torneo ha consacrato a sorpresa come la migliore delle sudamericane. Non è soltanto per le minori pressioni che la finale per il terzo posto è stata una partita tanto più spettacolare della finalissima.

Le delusioni: arbitri e pallone sono stati i peggiori protagonisti del torneo, influenzando risultati e falsando a più riprese il gioco. Speriamo di non vedere mai più Jabulani, che è apparso la versione tarocca del SuperTele: che i suoi ideatori vengano messi a cucire il prossimo pallone al posto dei bambini cinesi. E speriamo di non vedere mai più fuorigioco di due metri non fischiati e goal con la palla dentro di un metro non assegnati: le soluzioni immediatamente disponibili per evitarlo sono una decina, se ne scelga una qualsiasi (e si mandi Blatter a cucire palloni).

La vincitrice morale dei mondiali è in ogni caso la vuvuzela. A Milano ne sono state distribuite gratuitamente diecimila (autentiche) in poco più di una settimana, e ogni chiosco del centro ne vende (tarocche) un numero imprecisato (attenti a quelle tarocche però, che pare feriscano le labbra). Ci sono simulatori di vuvuzela per I-Phone e perfino su You Tube qualche genio ha inserito un’applicazione (è il tasto a forma di pallone, in basso a sinistra) per riprodurre il suono più famoso del mondo sopra qualsiasi video. Come si diceva, più una cosa è stronza, e più si diffonde rapidamente.

Nel suo piccolo, è stato anche il mondiale dell’Avvocato Laser. Come promesso, siamo stati capaci di coprire tutte le 64 partite del torneo, dalle più insignificanti fino alla finalissima. Per questo devo ringraziare di cuore tutti gli amici che si sono resi disponibili a scrivere commenti sempre tempestivi, sempre di qualità e perfino, a volte, con un tocco di poesia. Sudafrica Laser ha conquistato giorno dopo giorno un piccolo, ma assiduo seguito, e ne sono molto orgoglioso. Tra un mese e mezzo comincia il campionato, chissà…

Chiudo con la mia personale Top 11 del mondiale. Alcuni nomi sono scontati, altri magari susciteranno commenti: commentate! 🙂

TOP 11 SUDAFRICA 2010 (4-3-3)

CASILLAS (SPA)

FUCILE (URU)    J. BOATENG (GER)    PUJOL (SPA)    VAN BRONCKHORST (OLA)

INIESTA (SPA)    SNEIJDER (OLA)    SCHWEINSTEIGER (GER)

VILLA (SPA)    FORLAN (URU)    MUELLER (GER)

All. TABAREZ (URU)

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5 Responses to Triplice vuvuzela

  1. Come al solito l’avvocato… Uffa… come si fa a dire che Swaroski o come si chiama lui sia stato tra i migliori 11!
    E Ozil?
    dove lo mettiamo?
    Ed il Principe Boateng?

  2. Top 11 Mondiale, compilata tenendo conto delle squadre che sono arrivate in fondo.
    (4-1-3-2)

    Casillas

    Sergio Ramos
    Piqué
    Lugano
    van Bronckhorst

    Khedira

    Muller
    Xavi
    Iniesta

    Forlan
    Villa

    A disposizione: Stekelenburg; Puyol, Friedrich; Schweinsteiger, Sneijder; Suarez, Klose.
    [Con la panchina “allargata” a 23 avrebbero trovato spazio anche Neuer, Coentrao, Sergio, Ozil e Gyan]

  3. Ero effettivamente incerto tra Khedira e Schweinsteiger nella formazione titolare. Oezil, caro Pietro, lo lasciamo quanto meno in panca. Alla fine, se ci fai caso, è stato travolgente in due partite, discreto in un altro paio, e poco incisivo nelle altre.
    Noto che in attacco c’è grande abbondanza di candidati per un posto nella top 11, mentre scarseggiano dietro: è stato un mondiale di difese scarse, oltre che di arbitraggi pessimi.

  4. Sì, sono d’accordo.. Poche sorprese in difesa. Invece – se posso permettermi – dopo averlo testato per qualche settimana mi spingo a dire che lo Jabulani per molti è stato un (fragile) alibi..

  5. Per quanto riguarda Ozil, avvocato, sbagli di grosso. Se per Iniesta, giustamente, valutiamo l’episodio positivo (il suo mondiale è stato paragonabile al suo momento di forma) la stessa cosa dobbiamo farla con Ozil, autentico dominatore delle partite contro l’Inghilterra e Argentina. Dirò di più, dal punto di vista tattico la sua posizione in campo ha causato molti problemi alle difese avversarie. Il suo giocare da interno offensivo infatti gli ha consentito di svariare molto sul fronte d’attacco. Da mancino naturale, ricevendo la palla spalle alla porta non sempre nel girarsi usava il destro come piede perno. La sua marcatura infatti risulta difficile per un terzino, il quale si “aspetta” che l’attaccante cerchi la linea laterale, che per un macchinoso centrale. Questi suoi movimenti gli hanno consentito di inserirsi rapidamente tra le linee e di calciare con pericolosità. Se avesse avuto maggiore dimestichezza con il piede destro avrebbe segnato molto di più a mio vedere.
    Andando a guardare le statistiche della semifinale persa contro la Spagna ( http://www.fifa.com/worldcup/statistics/players/player=305036/heatmap,match=300111114.html ) si evince che la rigidità tattica a cui è stato costretto ha penalizzato non poco l’intera squadra. (per il confronto ecco dove ha giocato contro l’argentina: http://www.fifa.com/worldcup/statistics/players/player=305036/heatmap,match=300061505.html ). Sicuramente la sua resa fisica dovrà migliorare negli anni mai il punto di partenza pare dare ottime speranze.

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