Per gli spazi sociali e i beni comuni

Domani alle 15 in piazzale della stazione a Pavia

corteo in difesa degli spazi sociali e dei beni comuni

Con il corteo regionale che domani, 8 maggio, partirà alle 15 dal piazzale della stazione a Pavia, si concluderà una settimana importante nella vita della città. Dopo quattordici anni è stato chiuso a forza il Barattolo, centro sociale da poco anche Occupato. Un corteo organizzato in quattro e quattr’otto ha raccolto un paio di centinaia di persone ed è terminato con l’occupazione, sia pure temporanea, di un’aula universitaria. I fascisti, nonostante lo sfratto dall’edificio che avevano occupato in riva al Naviglio, girano per la città sempre più sicuri della propria impunità e per l’ennesima volta in poche settimane hanno atteso l’occasione giusta per pestare due giovani “di sinistra”, naturalmente col vantaggio del numero. Solo questo sanno fare, i topi di fogna: nascondersi e picchiare in tanti contro pochi e poi scappare di nuovo a nascondersi, coperti dalla polizia che ha perfino preso a manganellate alcuni dei “buoni”.

Domani ci saranno due cortei: uno, assurdamente autorizzato da autorità che di autorevole hanno davvero poco, delle viscide carogne pelate che protestano contro “le fabbriche degli ebrei” (ma in che senso? fabbriche di proprietà di ebrei o che gli ebrei li producono proprio? e soprattutto, perché??). L’altro, a distanza di un’ora, in difesa degli spazi sociali (Barattolo e non solo) e dei beni comuni (acqua e non solo).

Spazi e risorse sono in fondo due facce della stessa medaglia, quella della qualità della vita per tutti, dei diritti garantiti e non venduti, di una società più giusta, meno individualista, migliore insomma.

Occore partecipare a questo corteo per mostrare alla Giunta di destra che se vuole cancellare i diritti deve aspettarsi una reazione, se vuole speculare sugli spazi e su inesistenti “emergenze sicurezza” ci sarà sempre chi disturba il manovratore. E di certo non mi riferisco al Partito Democratico, che finora non ha trovato di meglio che chiedere l’installazione di telecamere in periferia, e votare un’ordine del giorno di solidarietà al sindaco contestato al 25 Aprile.

Occorre partecipare a questo corteo perché diventi un appello a quella cittadinanza silenziosa, che non sa o non vuole rendersi conto che, nel silenzio, sono quasi spariti i luoghi dove si può ascoltare un’opinione diversa, l’acqua del rubinetto diventa salata e gli autobus non passano più.

Occorre partecipare a questo corteo in tanti e compatti e non lasciarsi intimidire dalle provocazioni dei fascisti: Pavia non è e non sarà la loro città.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

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