Il Ritorno del Faraone

Sembra la locandina di un nuovo episodio della serie La Mummia, e invece è il manifesto elettorale di Gian Carlo Abelli, detto (anche da se stesso) “Il Faraone”, plenipotenziario del Popolo della Libertà in Lombardia e padrone assoluto della politica pavese.

Dagli spazi elettorali di mezza città ci annuncia “Sono tornato”: messaggio perentorio che spicca uno sfondo cupo e non lascia spazio alla speranza. È tornato, per farci un culo così.

È tornato. Ma da dove è tornato di preciso? Forse da Roma, dalla Camera dei Deputati in cui è stato eletto due anni fa? Per la verità, nessuno si era accorto che se ne fosse andato dalla Lombardia, e neppure da Pavia, dove ha insediato il suo figlioccio/burattino Cattaneo.

È tornato. La sua pagina su Wikipedia è ricca di informazioni interessanti circa il suo cursus honorum, le sue imprese politiche e giudiziarie. C’è persino una sua frase celebre contro “la lobby degli omosessuali, perché gli esseri umani sono necessariamente o uomini o donne” (“E che c’entra?” si chiederanno i più ingenui tra i lettori).

È tornato. Del resto, è tornata pure sua moglie, Rosanna Gariboldi, dal carcere di San Vittore dopo il patteggiamento e la sospensione condizionale dei due anni di pena per riciclaggio.

È tornato. Magari però non votatelo.

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