Natale in casa Natale

Babbo Natale con i nipoti Joshua e MagdaleneDi ritorno dalla Messa di mezzanotte, eccovi un raccontino natalizio. Tanti auguri a tutti!

(Con mia enorme soddisfazione, il racconto è stato pubblicato anche su Carmilla on line: grazie Magister!)

NATALE IN CASA NATALE

La mattina del 25 dicembre il piccolo Joshua si svegliò al familiare scampanellio della slitta guidata dal nonno, Babbo Natale. Corse al piano di sotto per abbracciarlo e scartare i suoi regali, che avrebbe trovato come sempre sotto l’albero, vicino al camino acceso: per entrare in casa sua, il nonno usava la porta d’ingresso.

Ma in salotto non c’era nessuno. Joshua tese l’orecchio per cogliere segnali della presenza di Babbo Natale, ma sentì solamente il suono della TV accesa in cucina, c’era il telegiornale.

 «Prosegue l’agitazione dei lavoratori, mentre Coca Cola ha annunciato ieri il licenziamento di altri millecinquecento elfi, quasi tutti nel settore manutenzione slitte. È di pochi minuti fa la notizia che le organizzazioni sindacali hanno indetto una giornata di sciopero per la scomparsa di Babbo Natale, la cui slitta è rientrata alla base questa mattina senza l’anziano lavoratore. Dai primi accertamenti, sembra che a causare l’incidente sia stato il guasto a una renna. “La tragedia – ha dichiarato a caldo un portavoce del sindacato degli elfi – non si sarebbe verificata se fosse stata garantita una corretta manutenzione dei mezzi: Coca Cola, con i suoi continui tagli al personale e ai fondi, è direttamente responsabile per la morte di Babbo Natale.”»

 In giardino, Mary singhiozzava aggrappata al marito, di fianco alla slitta. Un filo di fumo grigio saliva dall’occhio di Cometa, la renna motrice. – Gliel’avevo detto di non andare, che era pericoloso, già l’anno scorso c’era mancato un pelo quando Fulmine si era spezzato la zampa! Maledetta Coca Cola: prima il tuo licenziamento, adesso papà!

Joe stringeva la moglie, e mentre si arricciava l’orecchio a punta pensava alla missione del suocero. – La pagheranno quei figli di puttana! – sussurrò senza farsi sentire.

 La mattina di Natale il piccolo Edward Jr. si svegliò prima del solito e scese nel grande salone dove il suo papà aveva fatto collocare un albero gigantesco. Era il primo Natale che passava nella nuova casa ad Atlanta, dove si erano trasferiti quando il babbo era diventato Amministratore Delegato di Coca Cola. Il bimbo sapeva che avrebbe dovuto aspettare il risveglio di tutta la famiglia prima di aprire i regali, ma quando vide l’enorme pacco rosso non seppe resistere alla tentazione.

L’ultima cosa che sentì fu quello strano ticchettio …

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