Miseria del “libero pensiero” – 2

pensatore al cessoProsegue il commento all’articolo di Matteo Bertani “L’Era del Diritto & l’Ideologia della Ragione”.

2. ELOGIO DELLA MODERNITÀ: GLI ALFIERI DEL “LIBERO PENSIERO” (A PARTE MATTEO BERTANI)

Il guaio dell’ideologia, secondo la definizione data in precedenza dall’Autore, non è solo che impedisca il “libero pensiero”, ma anche che si fossilizza su teorie concepite nel passato: teorie che magari, all’epoca, potevano anche essere valide, ma che oggi sono irrimediabilmente obsolete.

Siamo in epoca moderna ora, e dovrebbe apparire chiaro come in cotanta tradizione si debba operare con piglio di rinnovamento“. Fortunatamente, Bertani non è solo nella sua battaglia per la modernità: infatti anche “il mondo politico sembra averlo percepito, da più parti e in vari modi“.

Vediamo quali sono, dunque, i movimenti politici virtuosi che hanno messo in pratica “con piglio di rinnovamento” il pensiero bertaniano. Esempio numero uno: “pensiamo alla Grosse Koalition che ha portato al governo un connubio di cristiani e socialdemocratici tedeschi“.

Pensiamoci. La pagina inglese di Wikipedia, pensando alla Grosse Koalition, si esprime così: “After the inconclusive result of the 2005 German federal election, neither of the traditional coalitions could form a majority government. An ideologically coherent coalition existed on the left, comprising the SPD, Greens, and the Left Party, but a desire to exclude the radical left from government led the leaders of the SPD and the CDU/CSU to agree to form a grand coalition with CDU leader Angela Merkel as chancellor and an equal number of cabinet seats for each party“.

Dunque, ecco in che cosa consiste il virtuoso piglio di rinnovamento del partito socialdemocratico tedesco: piuttosto che formare un governo “ideologicamente coerente” con la sinistra, formarne uno (per esclusione, si deduce, ideologicamente incoerente!) con un partito che oltre a essere “cristiano” è anche storicamente moderato e conservatore. Che figata!

Bertani farebbe bene a leggere, su Wikipedia o se preferisce su qualsiasi giornale, che dopo quattro anni di Grosse Koalition l’SPD ha perso oltre l’11%  e – dato ancora più impressionante – oltre 6 milioni di voti (dati relativi alla quota proporzionale del Bundestag). Evidentemente, i cittadini tedeschi non hanno capito la svolta innovatrice.

Ma l’SPD tedesca non è l’unica forza politica ad aver seguito la retta via: “ancora meglio” ha fatto “l’illuminato socialismo spagnolo, baluardo delle riforme sociali (incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato), aperto alle libertà personali (riconoscimento del matrimonio per coppie omosessuali), intransigente nel gestire le tragedie della modernità (“Piano Africa” per l’immigrazione non molto distante dalla legge “Bossi Fini”)“.

Ora, non sarò certamente io a criticare il Governo Zapatero per le coraggiose riforme nel campo dei diritti civili, né per quelle (decisamente più timide) sul terreno del lavoro. Ovvio, si può sempre fare di meglio, ma di sicuro la Spagna, su queste tematiche, ha un regime socialmente molto più avanzato del nostro.

Ma chiaramente non è tanto in questo che Bertani vede l’ “illuminazione” del socialismo spagnolo, quanto piuttosto nel fatto che, nonostante abbia una politica “di sinistra” su alcuni temi, su altre questioni e in particolare sull’immigrazione porta avanti misure repressive degne del peggior governo di destra (ossia quello italiano).

Il “Piano Africa” prevede in effetti, sintetizzando, accordi bilaterali tra la Spagna e i Paesi africani per il rimpatrio dei clandestini, finanziamenti cospicui (circa 700 milioni di Euro nel triennio 2006-2008) per “convincere” questi Paesi a collaborare, feroce repressione alle frontiere (in particolare sullo Stretto di Gibilterra e nei pressi delle Isole Canarie). Non c’è da stupirsi che il Nostro ne sia entusiasta: si tratta in buona sostanza della “ricetta” Bertani di cui si è già parlato tempo fa!

Qualcosa però sembra non funzionare. Ecco infatti come Amnesty International, nel Rapporto 2009 sulla Spagna, descrive queste politiche “illuminate” e i loro effetti: “Large numbers of migrants and asylum-seekers continued to risk their lives travelling to Spain along dangerous sea and land routes, suffering abuse from criminal networks and state security forces along the way. Readmission agreements between Spain and numerous countries in north and west Africa did not take human rights guarantees into account adequately. Intense pressure by Spain and other EU countries to prevent irregular migration was believed to have been the cause of mass detentions and expulsions of potential irregular migrants in Mauritania“.

In sintesi, la chiusura delle frontiere, lungi dall’avvicinare la soluzione dei problemi connessi all’immigrazione, ha reso semplicemente più pericoloso l’accesso alla Spagna da parte delle masse di disperati che, nonostante i soldi che piovono sui loro Paesi d’origine, continuano imperterriti a percorrere lo Stretto di Gibilterra e a sbarcare nella ridente Tenerife. Curiosando in giro, si nota che pareri analoghi a questo provengono da pressoché tutte le associazioni che si occupano di diritti umani.

Se questa è la modernità, preferisco la vecchiaia. Ma siamo poi sicuri che sia davvero “moderno” questo tipo di soluzioni? A me pare che questo gran “rinnovamento” non si riduca ad altro che al fenomeno per cui partiti che si suppongono di sinistra si spostano a destra. Un fenomeno tutt’altro che nuovo, ma che si verifica periodicamente, in Europa, da oltre un secolo, e che non ha mai portato nulla di buono a queste organizzazioni e a quanti dovrebbero sentirsene rappresentati.

Più che “libertà di pensiero”, io descriverei questo atteggiamento più realista del re come frutto dell’eclettismo di chi non sa vedere più in là del suo naso e dei suoi pregiudizi, incapace di cogliere un quadro d’insieme.

L’ideologia, insomma, non c’entra proprio niente (il Lettore attento ormai lo sospettava): molto semplicemente e banalmente, Bertani, come tanti altri, ritiene che le politiche di sinistra non siano utili a risolvere i problemi della società attuale. Niente di male, basta avere l’onestà intellettuale per riconoscerlo, invece di affannarsi a costruire complicate teorie per convincere (e convincersi) che il nero è rosso.

Nell’ultima parte di questo commento, vedremo come lo scenario politico italiano venga illuminato dalla luce di Bertani. A questo punto, già si intuirà che più che di un faro bisogna forse parlare di un lumino.

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8 Responses to Miseria del “libero pensiero” – 2

  1. Stupisce che non abbia elencato tra i sinistrorsi virtuosi anche i “socialisti” sui generis seguaci di Stefania Craxi, oggi facenti parte del Popolo delle Libertà.

  2. Cari amici,

    dopo un discreto numero di ore insonni, credo di aver concluso un nuovo sforzo, completando un lungo elenco di circa 400 autori e di 1000 e tante opere di distinte inclinazioni liberali.

    Non so se sul Web esiste già una raccolta più completa, ma sicuramente qui coloro che apprezzano la letteratura del libero pensiero, con un semplice clic del cursore sul nome di ogni autore, potranno conoscere i titoli delle loro principali opere raggruppate nel mio blog:

    http://www.dataplug.net/

    Al termine di questa fatica ho preparato un nuovo articolo AUTORI LIBERALI E LE LORO OPERE con cui vorrei contrastare un vecchio paradigma secondo il quale gli intellettuali sarebbero quasi tutti di sinistra. Alcuni di grande valore, dopo un iniziale militanza, hanno optato per la Libertà.

    Gli autori che io considero più importanti nella colonna, sono identificati in lettere maiuscole.

    Se lo apprezzerete e se vi sembrerà opportuno, potrete divulgarlo ed anche suggerire opere e nomi non citati, ve ne sarò riconoscente perché in questo modo, mi aiuterete a contribuire alla conoscenza della cultura della libertà in antagonismo alla ambigua politica egualitaria dell’economia pianificata che ha tanto danneggiato lo spontaneo sviluppo del nostro caro vecchio Paese.

    Nel ringraziarvi dell’attenzione, vi ringrazio fin d’ora e vi saluto molto

    cordialmente, Tullio

  3. Tullio, apprezzo la tua cordialità.
    Dopo una rapida occhiata al tuo sito, posso dire che è più o meno l’unica cosa che apprezzo, peraltro. Ero anzi tentato di marcare il tuo commento come spam (cosa che a ben guardare è, in effetti). Poi ho pensato che a Matteo Bertani sarebbe piaciuto (a proposito, come mai non c’è il suo nome tra i tuoi autori liberali?) e mi sembrava antipatico privarlo della possibilità di conoscerti.
    A ogni modo, non ho voglia di mettermi a commentare il delirante articolo sulla tua home page, ma se qualcuno ha abbastanza tempo da perdere lo faccia pure anche qui.

  4. Eccomi qua: uno che ha tempo da perdere.
    La lista di autori liberali scritta da questo ignorantone è davvero esilarante. Già sarebbe sufficiente far notare che qualunque lista che contenga sia Socrate sia Bruno Vespa è evidentemente stata prodotta sotto l’effetto di sostanze allucinogene. Per metterci un po’ di finezza in più, chiediamoci come si possano definire liberali Orwell (che combatté in Spagna col Partito Operaio di Unità Marxista e che sempre si definì contrario al libero mercato) e Silone (membro del Comitato Centrale del Partito Comunista d’Italia, per un periodo vicino al trotskismo e poi “cristiano senza Chisa e comunista senza Partito”), a meno che il termine “liberale” non sia un jolly in cui metterci qualsiasi cosa ci garbi. In tal caso, annoveriamo senz’altro tra i liberali anche Buddha, Gesù di Nazareth e Topo Gigio.

  5. Chi ha la raffinatezza – oltre all’educazione – di offendere in pubblico individui che non conosce si qualifica da sé… o sbaglio? Chiedo scusa del mio intervento. Forse non ne valeva nemmeno la pensa.

  6. Leggete: Mi chiamo Mauro Vanetti e sono nato il 29 settembre 1979 a Pavia, dove ho sempre abitato tranne nel 2008 quando stavo a Londra. Sono un programmatore ed un attivista di sinistra.

  7. Caro Tullio,
    a me pare che il commento di Mauro, per quanto sarcastico, fosse nel merito della tua lista delirante e non certo un’offesa personale. Rispondi a tua volta nel merito, se credi. La tecnica del “questo mi offende” qui sopra non è molto apprezzata. Ciao

  8. Tanto per fare il pignolo: “Chi ha la raffinatezza – oltre all’educazione – di offendere in pubblico individui che non conosce si qualifica da sé… o sbaglio?”
    Mi pare che sbagli, se quella che chiami “offesa” è conseguente a quel poco che ci hai fatto sapere di te, caro Tullio. Quel che ci hai fatto sapere di te è che hai scritto una lista di autori liberali. Io mi sono preso la briga di leggere la lista e ne ho dedotta la tua ignoranza e/o assunzione di sostanze psicotrope. Se vuoi rispondi sul merito, altrimenti il risultato è solo di darci ulteriori informazioni sulle tue capacità intellettuali permettendomi di formulare nuove ipotesi sul funzionamento del tuo sistema nervoso centrale – e, ti assicuro, non sono ipotesi lusinghiere.
    Ah, a proposito: grazie di avermi detto quando sono nato e come mi chiamo. Si tratta di informazioni che dimentico sovente, ragione per cui ho deciso di metterle sul mio sito web come promemoria. Un gesto così gentile senz’altro ti qualifica come vero liberale, degno di essere elencato al fianco di Bruno Vespa e altri campioni del liberalismo mondiale.

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