L’avvocato in cucina: alle prese con la Victoria Sponge!

Victoria SpongeUltimamente mi piace, ogni tanto, lanciarmi nella preparazione di torte e dolciumi vari. Il mio approccio alla cucina è di tipo magico-alchemico: la mia cucina diventa il Laboratorio di Pozioni di Harry Potter, la ricetta è una formula da seguire alla lettera, pena conseguenze terribili, e se qualcosa non va esattamente come previsto cado preda del panico.

Per la cena del Primo Maggio (rinviata per cause di forza maggiore al 2 maggio) ho preparato una torta chiamata Victoria Sponge, in pratica pan di spagna ripieno di marmellata, panna montata e frutti di bosco. Fatta la tara della condiscendenza degli amici, credo di poter dire che il risultato è stato soddisfacente: propongo qui la ricetta, che qualcuno mi ha chiesto.

VICTORIA SPONGE

Ingredienti:

– per la torta:

225 g di burro molto morbido
225 g di zucchero semolato
un cucchiaino di estratto di vaniglia
4 uova grandi
200 g di farina autolievitante
25 g di amido di mais (una sostanza di cui ho scoperto ieri l’esistenza, serve a rendere più morbido l’impasto)
un cucchiaino di bicarbonato (questo non so proprio perché, ma appunto, è la ricetta di una pozione magica)
4-5 cucchiai di latte

– per il ripieno (a volontà):

frutti di bosco (more e lamponi)
marmellata (io ho usato quella di frutti di bosco)
panna da montare (panna Hoplà!)

– preparazione:

per prima cosa l’impasto del pan di spagna: in un recipiente sufficientemente capace si ficca tutto quanto: burro, farina, zucchero, amido, uova, estratto di vaniglia e bicarbonato. Fuori soltanto il latte. Con l’impastatrice elettrica (l’efficientissimo Multiquick preso con i punti dell’Esselunga) si lavora il tutto finché non diventa sufficientemente omogeneo. A quel punto si aggiunge, pian pianino, il latte, e si continua a impastare per pochi minuti ancora. L’impasto avrà una consistenza molto liquida e appiccicosa, e va disposto in due teglie imburrate e infarinate, possibilmente della stessa misura. Io non avevo due teglie uguali, per cui lo strato di sotto è venuto leggermente più largo di quello di sopra…

Le due teglie vanno in forno (preriscaldato) a 180° per poco più di 20 minuti. Io le ho tenute per circa 22 minuti e mezzo, cioè finché non sono stato insospettito da un odorino di bruciato. Dopo una dozzina di minuti ho scambiato la posizione delle due teglie nel forno, perché non si sa mai.

Tolte le teglie dal forno, sono stato preso dal panico: la parte superiore di una delle due si era effettivamente bruciacchiata. Come fare? Pietro dal messenger suggeriva di tagliar via la bruciacchiatura con un coltello da pane inumidito nel rum, o nel vino, o nell’acqua. Ma mi stava prendendo in giro. Altro brivido quando, per poter procedere al taglio dello strato superiore, ho levato dalla teglia il pan di spagna prima che fosse sufficientemente freddo: ovviamente si è spezzato in due. L’incidente però mi ha consentito di scoprire che effettivamente era venuto bene, e che ad essere annerita era soltanto la pellicola più esterna. Ricomposti i cocci in un’altra teglia un po’ più grande, l’ho raschiata via.

A questo punto tocca al ripieno. Prima di tutto, un bello strato di marmellata. Poi la panna. Va detto che la panna, nonostante al supermercato non sia esposta nel banco frigo, deve essere ben fredda. Possibilmente deve essere freddo anche il recipiente in cui si monta. La notte prima, l’ignoranza di questa regola fondamentale aveva per ben due volte fatto impazzire la panna. Perché la panna diventa pazza (senza cuore?) se non è fredda? Ce lo spiega la scienza.

Sulla panna spalmata con generosità (o meglio, nella panna) un altrettanto generoso strato di frutti di bosco. Poi, come un coperchio, il secondo strato di pan di spagna. E ci siamo. Un po’ di zucchero a velo, e la torta è pronta. Per l’occasione, sopra lo zucchero a velo ho disegnato, con un pennello intinto nella marmellata, una bella falce e martello.

Buon appetito!!

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4 comments

  1. Appunti:
    – il bicarbonato serve per favorire la lievitazione;
    – MAI aprire il forno durante la cottura della torta (quantomeno, mai durante i primi 15-20 minuti), hai rischiato di interrompere la lievitazione (con l’aria fredda che entra nel forno) e trovarti con una torta gnucchissima alta 1 cm.
    – se non hai 2 teglie uguali, puoi sempre fare 2 infornate con la stessa teglia 😉
    – il suggerimento di tagliare via lo strato bruciacchiato era valido, anche se io finisco sempre per tagliare storto.

    A parte i commenti tecnici…mi hai fatto venire l’acquolina 😉

  2. Che rischio che ho corso, del tutto inconsapevolmente!!
    Occorre un manuale “Cooking for dummies”, senza ricette, soltanto con i principi generali della cucina.
    Quanto al suggerimento del tagliar via lo strato bruciacchiato, era valido sì, ma senza l’inumidimento preventivo nel rum!
    Farò tesoro di tutti i tuoi suggerimenti per il prossimo tentativo di produrre questa torta, magari tra un paio di weekend?

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