Zeitgeist

Ieri sera ho partecipato, inconsapevolmente, a un evento di portata globale: la proiezione in contemporanea (o quasi) in circa 400 città sparse in tutto il mondo del film Zeitgeist.

Si tratta di un documentario diviso in tre parti. La prima è una specie di storia della religione, volta a dimostrare come la religione sia un parto della mente umana, basata su una simbologia di tipo astronomico comune a tutte le civiltà storiche: la dimostrazione, convincente, è che i miti religiosi si ripetono pressoché identici in decine di tradizioni diverse nel tempo e nello spazio, dal culto di Horus in Egitto a quello di Mitra in Persia, compreso, ovviamente, il culto di Gesù nel Cristianesimo. La religione organizzata è un potente strumento di controllo politico sulla società: nel caso del Cristianesimo, la dimostrazione evidente è che il nucleo centrale dei dogmi religiosi venne decisa al Concilio di Nicea nel 325 d.C., su diretta ispirazione di… Costantino, che ne aveva fatto religione di Stato. E’ un’opinione assolutamente condivisibile, e su questo tema ho assistito a una discussione estremamente interessante l’estate scorsa (la relazione è da qualche parte, la metterò sul sito prima o poi).

La seconda parte del filmato invece riguardava l’11 settembre: qualche sospetto mi era venuto fin dall’inizio, qui ho avuto la conferma che gli autori del documentario sono tra i sostenitori della teoria complottista per cui sarebbero stati gli USA a provocare l’esplosione e il crollo delle torri gemelle. Le prove mostrate erano numerose, e alcune sembrerebbero abbastanza convincenti. Ma non amo le teorie complottiste in generale, e quelle sull’11 settembre non fanno eccezione. Il punto è che “come” siano avvenuti gli attentati è tutto sommato secondario, quello che conta è che sicuramente gli attentati sono stati strumentalizzati e utilizzati per scatenare l’ennesima guerra imperialista contro l’Iraq prima e l’Afghanistan poi. Concentrare l’attenzione sul fatto in sè dell’attentato tende a distrarre dall’uso che dell’attentato è stato fatto: dal momento che non c’è dubbio su come sia stato strumentalizzato l’11 settembre, fa davvero tanta differenza che gli attentati siano stati organizzati da Bin Laden (a suo tempo finanziato dagli USA per destabilizzare il Medio Oriente) o direttamente dalla CIA? Secondo me no, certamente dal punto di vista politico, e probabilmente anche da quello morale.

La terza parte del documentario intende invece dimostrare che tutta la storia del mondo negli ultimi duecento anni è stata orchestrata da un pugno di banchieri, il cui progetto è unificare il pianeta sotto un’unica legge: quella del loro profitto. Pur contenendo dati interessanti (ad esempio, non sapevo che la Federal Reserve Bank statunitense è a tutti gli effetti una banca privata) mi sembra una visione un po’ superficiale e limitante, che lascia non spiegati troppi aspetti dello sviluppo della storia.

Soprattutto, a mancare sono le conclusioni: per gli autori di Zeitgeist, la soluzione è il “risveglio delle coscienze” da parte dei popoli del mondo, possibile essenzialmente attraverso la controinformazione. La gente dovrebbe capire che la religione è uno strumento del potere e così rifiutare la religione, capire che le leve sociali sono mantenute da pochissimi privilegiati e così… fare che cosa esattamente? Ecco, quello che manca del tutto è la prospettiva della lotta di classe come unico strumento in grado di rovesciare i rapporti economici, politici e sociali esistenti.

Gli autori di Zeitgest hanno senza dubbio compiuto un lavoro meritevole, ma come tutti i complottisti si concentrano troppo su “chi sta dietro” al capitalismo, e troppo poco su “come funziona”, “chi può sconfiggerlo”, “con quali mezzi”.

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2 Responses to Zeitgeist

  1. luca

    probabilmente arrivo tardi, ma le risposte che cerchi sono nel secondo film di zeitgeist, “zeitgeist addendum”.
    e cmq, in ogni caso, ritengo che il risveglio delle coscienze sia già un ottimo inizio per cambiare le cose!

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